Volevo fare il nerd.
Distanze
Sarà l’ascendente di Tricarico, ma la disconnessione di quello che dico e penso (e a breve farò, suppongo) mi pare in crescita. Sono lontani i tempi in cui tutto mi doveva quadrare, in cui tutto andava fatto entro la scadenza e nei modi prescritti. La lista delle cose da fare può essere accorciata semplicemente per mancanza di voglia, per dar spazio ad affari scrausi e sconclusionati. E sono bombardato (oppure è solo percezione?) da elementi che mi portano sempre più in questa direzione; di fronte al pessimismo di un amico che pensa che la crisi gli abbia tolto tutto, io non riesco ad essere che divertito, non ho voglia di fermarmi. E leggere l’intervista a Rita Levi Montalcini su Wired farebbe bene a tanti, se una donna di 100 anni riesce con ottimismo a vedere il futuro perché il resto del mondo deve avvertire solo la precarietà e non il rovesciamento della situazione? La mia medicina al momento è quella di annullare le distanze, parlare di Londra, Madrid, Amsterdam e Ngozi come se fossero dietro l’angolo; annullare le distanze umane, abbattere le mie barriere misantropiche e aprirsi perché il bello non è scomparso, cercano solo di farcelo tenere nascosto, magari per lasciar spazio al brutto.
Pubblico, ma con ampio scetticismo.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da futurbaggio il 28/02/2009 alle 13:06, ed è archiviato come Uncategorized. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |