Volevo fare il nerd.
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Burundi: verità supposte
12 ott
A grande richiesta (nel senso che mi trovo spesso costretto a rispondere a domande generali sul Burundi) una serie di verità supposte e leggende metropolitane sul Burundi.
Il Burundi si trova al centro dell’Africa: non è solo un appellativo turistico quello di ‘cuore dell’Africa’, provando a dare un’occhiata alla forma descritta dal confine nazionale si intravede proprio quella di un cuore. Il Burundi confina a nord col Rwanda (noto ai più per il genocidio dei tutsi e per qualche scandalo dei militari italiani), ad est con la Tanzania (che ospita alcuni tra i parchi nazionali più conosciuti e il Lago Vittoria, quello delle cascate), ad ovest con il Congo (ex-Zaire).
Purtroppo la centralità del Burundi si limita alla sua posizione geografica: è il Paese col PIL più basso del mondo (anche se non risulta comunque essere il più povero in assoluto), né è interessato da flussi turistici (come la Tanzania, il Kenya e l’Uganda) in quanto non ospita alcuna specie selvaggia, a parte gli ippopotami e i coccodrilli del Lago Tanganica.
Sebbene si trovi in Africa in Burundi non fa caldo! Nel nord del Paese, dove abito io, le temperature sono costanti per tutto l’anno e si aggirano tra i 17°, di notte, e i 27°, di giorno. È una zona collinare con vette anche al di sopra dei 2.000m, il paesaggio è ricco di verde, foreste o coltivazioni, e la terra ha ovunque un colore rosso molto intenso, carico di ferro.
Gli abitanti del Burundi non si chiamano burundiani ma burundesi, esiste una divisione etnica interna e, sebbene al momento le etnie siano talmente integrate da non poterle distinguere, perdura una certa resistenza a considerarsi appartenenti tutti ad uno stesso popolo. La quasi totalità della popolazione è cristiana (cattolica o protestante), c’è una minoranza musulmana ben integrata e tollerata, ma resta in ogni caso vivo, anche tra i cristiani, l’attaccamento alle credenze animiste.
In Burundi si mangia bene, sia che si scelga una dieta europea sia se ci si avventuri nella cucina locale. Si trova facilmente, e a basso costo, pesce fresco dai laghi e carne di vacca o di capra (i maiali gli distruggono le coltivazioni). Tra le verdure dominano cipolle (meno forti delle nostre) e carote, sono molto diffusi anche pomodori, peperoni e patate; i locali non usano pane come companatico ma qualcosa di simile alla polenta ricavato dalle foglie di manioca (in Ghana lo chiamano fufu). È inutile, circa la frutta, che mi sprechi con una lista di superlativi, quindi mi limito ad elencare: ananas, banane (anche cotte o fritte o crude nelle insalate), mango, papaya, tonda (mai visto prima).
Hotel Rwanda
10 set
Consigliato da Giulio, per uno scherzo del destino l’avevo regalato a mio padre qualche Natale fa senza averlo mai visto. L’ho visto qui, a meno di 100 km da Kigali. E ogni volta che incrocio qualche lavoratore con in mano un machete mi ribolle il sangue nelle vene…