Volevo fare il nerd.
Post con tag stress
Stanco e perduto
8 apr
La vita è difficile per tutti, voglio dire, non sarebbe tale altrimenti. Le difficoltà però sono qualcosa con cui mi è sempre piaciuto confrontarmi, raramente traspare dal mio modo di essere e di relazionarmi i mille pensieri e problemi che caratterizzano le mie settimane, perché, anche se c’è la salute (e a volte anche quella mi è mancata), le difficoltà non mancano e superarle è l’unico modo per ritrovare un pò di serenità, anche se temporanea. Non mi manca mai la capacità di ironizzare, andare oltre, vedere altrove un momento di felicità. Le difficoltà ti migliorano, tenerle per sé è il segreto per vincerle, senza riversarle inutilmente sul mondo intero. Viverle intensamente, in solitaria, fino in fondo e poi, una volta passate, godersele come vecchi amici. Le difficoltà ti stancano e ogni tanto ci si perde, a volte una difficoltà chiama l’altra tanto da sembrare un muro invalicabile. Sono nel pieno di una settimana dura e ogni giorno lo diventa sempre di più, ma passerà e rileggerò tutto questo come fosse un vecchio ritornello.
Non cambia la musica
20 apr
Manca poco, non so dire se troppo poco o molto poco, ma insomma parliamo di giorni. Io però non perdo le mie cattive abitudini e mi sono già impegnato su altri fronti, il tempo di staccare sarà molto poco, ma speriamo non troppo poco. Ma poi si può cambiare davvero facendo così? Forse non voglio lasciare cose per strada e adesso che, per caso o per scherzo o per necessità, dovrà accadere, cerco di tenere tutto vivo, ma non può durare… Prolungherò fino a settembre, poi inevitabilmente ci dovrà essere una svolta, ma in fondo è quello che desideravo andando così lontano sia geograficamente sia umanamente. L’ambiente mi influenza e spesso mi opprime, conservo i principi ma a volte li sacrifico. Mi manca un riferimento, credo soprattutto umano.
¡Hasta pronto!
Mezzo spettacolo
28 gen
Dopo quasi sette anni, è lì, proiettato verso il cielo rosso acido di Milano, il Duomo. Ci sono voluti sette anni prima che potessi vedere per la prima volta in vita mia la facciata del monumento più importante della città. Mi lascia senza fiato, sono muto perché non può essere altrimenti. La scruto e ripenso ai ‘primi tempi’, quando tutto era diverso, tutto era ingenuamente più semplice. E poi quella sera, la prima uscita, sulle scale del sagrato con Andrea e Marco a scambiarci qualche impressione, a darci coraggio, a diventare amici. Questa piazza, questa facciata, è stato il teatro di tanti momenti belli in compagnia, eppure ora è vuota per me, sto lì da solo ad ammirarla, a tutti gli altri che con me aspettavano questo momento potrò solo raccontarlo, si sono persi lo spettacolo tanto atteso ed io invece me lo sono goduto solo a metà.