Volevo fare il nerd.
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Nell’ultima settimana
12 feb
Appena tornato dal concerto di Capossela allo Smeraldo, conquistato come prevedibile dalle sue note nostalgiche e quelle più vive, pazze di gioia. La musica è riuscita ad annullare lo scombussolamento innescato nel mio spirito dal recentissimo viaggio in Spagna. Ma è bene fare i conti con quello che è stato, lasciarne traccia, per rileggere, far leggere e magari conservare per un poi.
Cercare di mettere ordine mi è quasi impossibile e mi viene da partire dalla partenza appunto, dal mio compagno di viaggio, con cui non avrei immaginato di poter trovare una sintonia così forte, in così poco tempo, forse semplicemente perché le altre volte che avevo viaggiato in compagnia ero riuscito sempre a stracciare delle amicizie. E’ rimasto qualcosa di non detto, ma come al solito i miei sguardi credo siano stati molto eloquenti e meno imbarazzati della voglia di parlare; quel grazie alla fine del tutto è stato sintetico, striminzito, ma ha lanciato un segnale reciproco, qualcosa che sapremo risvegliare al tempo giusto, che non abbiamo voluto sprecare per un momento così scontato come quando le nostre strade sono tornate divise.
Madrid è corsa via veloce: la Guernica, Dalì, la sangria, Isaac e gli occhi di ghiaccio di Katrine, rubatimi dalla gelosia della sorella. E siamo a Salamanca, torno lì dopo poco, col timore di subire il colpo alla partenza. La gente vecchia e nuova mi accoglie come se fossi sempre rimasto lì. Le giornate mi sembrano lente e allo stesso tempo percepisco la velocità con cui le emozioni mi entrano dentro, come se fossi lì per respirare aria buona, ricaricare lo spirito di momenti positivi, da riportare a casa come ricordi. Sento sempre più forte la dipendenza da un amico. Cado nella mia solita sensazione di aver trovato una persona speciale, sebbene il breve soggiorno suggerisca strategie più libertine. Nel giro di poche ore maturo l’idea di stravolgere ancora tutto nella mia vita e stare qui, a respirarla sempre quest’aria buona, cerco strade che mi conducano finqui, inizio con la razionalità. Divento nostalgico, l’aver perso la sciarpa mi tira lontano, averne un’altra mi lascia una speranza, forse. Mi pesa dover dire addio, alzo le barriere, sono distaccato, mi ci vuole ancora del tempo per digerire tutto questo.