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	<title>futurbaggio.com &#187; gaber</title>
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		<title>L&#8217;appartenenza</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 23:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>futurbaggio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri alla prima di Officina delle Idee si è parlato del senso di appartenenza, un concetto apparentemente così aleatorio, eppure saldamente alimentato dalla pratica quotidiana. L&#8217;appartenenza è addirittura un&#8217;esigenza biologica per Aristotele (l&#8217;uomo come animale sociale), io sono più portato a credere che il senso di appartenenza sia una specie di filtro che ci permette <a href="http://www.futurbaggio.com/uncategorized/lappartenenza/" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri alla <em>prima </em>di <a href="http://www.officinaideefoggia.it/" target="_blank">Officina delle Idee</a> si è parlato del senso di appartenenza, un concetto apparentemente così aleatorio, eppure saldamente alimentato dalla pratica quotidiana. L&#8217;appartenenza è addirittura un&#8217;esigenza biologica per Aristotele (l&#8217;uomo come animale sociale), io sono più portato a credere che il senso di appartenenza sia una specie di filtro che ci permette di costruire la nostra identità e riconoscere (o disconoscere) il valore dell&#8217;altro. Essì, perché esistono appartenenze conflittuali, che hanno bisogno di un nemico per rafforzarsi, volte a sminuire il valore dell&#8217;altro, quando per motivi politici, quando per motivi religiosi o etnici, etc. <em>Ogni uomo è una montagna</em>, questa è una delle frasi che più mi ha segnato nella crescita adolescenziale. Una montagna non la puoi sottovalutare e non puoi distruggerla perché fa parte del paesaggio, lo abbellisce e lo identifica nel suo essere insieme.</p>
<p>La montagna va quindi scalata, l&#8217;altro va interiorizzato, <em>l&#8217;appartenenza è avere gli altri dentro di sé</em>, per dirla con Giorgio Gaber che sul tema ha composto due belle poesie solo apparentemente dissonanti (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nbdN1Vx8uJo" target="_blank">Canzone dell&#8217;appartenenza</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Mfsdnq3vsSM&amp;feature=related" target="_blank">Canzone della non appartenenza</a>). Gaber va oltre la visione della necessità dell&#8217;appartenenza, di un qualcosa che passivamente ci ricade tra le mani: l&#8217;appartenenza non é lo <em>sforzo </em>di una convivenza civile o il <em>consenso</em> a un&#8217;apparente aggregazione, ma la <em>forza</em> che prepara al grande salto, il <em>vigore </em>che travolge l&#8217;egoismo, <em>quell&#8217;aria più vitale che è davvero contagiosa</em>.</p>
<p>Ed è davvero così perché questo contagio mi ha colpito qualche mese fa a Ngozi, quando, in un giorno apparentemente qualsiasi, devo aver implicitamente preso coscienza del senso di appartenenza a quella comunità, non riuscivo più a distinguermi dagli altri: avevo gli altri dentro di me.</p>
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