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Volevo fare il nerd.
Volevo fare il nerd.
8 apr
La vita è difficile per tutti, voglio dire, non sarebbe tale altrimenti. Le difficoltà però sono qualcosa con cui mi è sempre piaciuto confrontarmi, raramente traspare dal mio modo di essere e di relazionarmi i mille pensieri e problemi che caratterizzano le mie settimane, perché, anche se c’è la salute (e a volte anche quella mi è mancata), le difficoltà non mancano e superarle è l’unico modo per ritrovare un pò di serenità, anche se temporanea. Non mi manca mai la capacità di ironizzare, andare oltre, vedere altrove un momento di felicità. Le difficoltà ti migliorano, tenerle per sé è il segreto per vincerle, senza riversarle inutilmente sul mondo intero. Viverle intensamente, in solitaria, fino in fondo e poi, una volta passate, godersele come vecchi amici. Le difficoltà ti stancano e ogni tanto ci si perde, a volte una difficoltà chiama l’altra tanto da sembrare un muro invalicabile. Sono nel pieno di una settimana dura e ogni giorno lo diventa sempre di più, ma passerà e rileggerò tutto questo come fosse un vecchio ritornello.
6 apr
Il popolo del flash mob (dall’inglese flash – breve esperienza – e mob – moltitudine) si ritrova ancora a Foggia, sempre grazie a SmallTownFoggia. Ad un anno dal congelamento di Foggia is freezing, i flashmobbers foggiani hanno realizzato, il 3 aprile scorso, il primo flash mob pugliese delle bolle di sapone (Foggia is bubbling). Il tam tam organizzativo è passato come al solito attraverso Facebook, sms e il sito di STF (www.smalltownfoggia.net). All’appello hanno risposto in duecento, armati di acqua e sapone e fortemente motivati a divertirsi e divertire.
Ragazzi, bimbi, mamme, papà e nonni hanno riempito di bolle colorate e leggere l’area pedonale cittadina, creando una scena di forte impatto che ha incuriosito e coinvolto i foggiani a passeggio tra negozi e bar. Al termine dell’evento, tanti sorrisi e ringraziamenti, un po’ di foto di gruppo e l’applauso meritato, prima di tornare a casa, con qualche pensiero in meno e un momento bello in più tra i ricordi.
2 apr
J. Krakauer, Nelle terre estreme, Corbaccio; A. Calvani, Che cos’è la tecnologia dell’educazione, Carocci; F. Landriscina, La simulazione nell’apprendimento, Erickson; G. Bonaiuti, Didattica attiva con la LIM, Erickson; D. Lessing, Racconti africani, Universale Economica Feltrinelli; A. Fini, Learning object e metadati, Erickson; A. Pian, Podcast a scuola, DidaNext.com.
7 mar
Sono impegnato col Master, con mille idee buone o cattive e con tutti i libri che ho ricevuto a Natale (fortunatamente, con gli anni, si riducono i capi della Nike). In questo periodo è aumentata incredibilmente anche la voglia di vivere la gente, esplorare una realtà che, da fuorisede, ho sempre conosciuto da “straniero in terra straniera”.
Prima o poi magari vi scriverò di questo, ma intanto non potevo esimermi dal dirvi quanto sia stupendo il cielo in Burkina Faso. E’ un cielo grande, che ti lascia l’impressione che vada avanti davvero all’infinito, mai strozzato da un palazzo, da una collina. Nessuna nuvola. La terra è piatta, è arida. Gli alberi spogli non interrompono la visuale verso l’oltre. E vedere il sole tramontare rapido, fino all’ultimo spicchio, all’ultimo raggio. Prima che spunti una luna bianca, splendente, tra le costellazioni che non conosco, ma cerco di decifrare.
Il cielo è anche il disegno che Safì, un ragazzino disabile eletto a mio aiutante sul lavoro, mi regala: tutto celeste, piatto, bello.
7 feb
M. Serra, Breviario comico, Feltrinelli; C. Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, Universale Economica Feltrinelli; C. Bukowski, Compagno di sbronze, Universale Economica Feltrinelli; S. Benni, Baol, Universale Economica Feltrinelli.
31 dic
E’ da un pò che volevo scrivere di Giriteka, poi ho trovato questo bellissimo video e non penso quindi ci sia bisogno di scriverne ancora.
17 dic
E. Shafak, La bastarda di Istanbul, Rizzoli: un romanzo molto coinvolgente che percorre la storia della Turchia dal genocidio armeno al presente in bilico tra tradizione islamica e progressismo occidentale.
G. Bettinelli, Rhapsody in Black, Feltrinelli: il racconto dell’uomo che ha compiuto più di 254.000 km in Vespa, in particolare qui parla del viaggio attraverso l’Africa subsahariana (dal rapimento in Congo fino ai rastaman etiopi).
C.B. Divakaruni, La maga delle spezie, Einaudi: storia di odori e sapori tra l’India e l’America. Finale un pò deludente.
C. Palahniuk, La scimmia pensa, la scimmia fa, Mondadori: raccolta di racconti del celebre autore di Fight Club, l’insieme è talmente sconnesso e insensato che risulta essere perfetto.
M. Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Einaudi: un giallo raccontato attraverso gli occhi di un bambino autistico.
7 dic
Conosci Francine? No, mamma, chi è? Francine è una donna a cui il marito ha mozzato entrambe le braccia a colpi di machete per non aver partorito un figlio maschio. È un caso un po’ estremo che rappresenta lo stato della donna in Burundi e come è concepita all’interno dell’attuale sistema socio-culturale.
Le donne si occupano dei tanti figli, della gestione della casa e spesso sono costrette anche a lavorare nei campi o al mercato, a dispetto dei loro uomini che trascorrono il loro tempo tra un bar e l’altro. Le donne trasportano per chilometri mattoni, banane, legna e bidoni d’acqua, con in groppa un figlio troppo piccolo per camminare e per cavarsela da solo.
Il valore di una donna viene calcolato in base al numero di figli che riesce a dare al mondo, una volta, mi dicono, dieci figli era considerato un buon numero, ora invece – continuano – non ci sono più le donne di una volta. È per questo che storie come quelle di Francine diventano vere, ma in casi meno drammatici e più numerosi gli uomini abbandonano la propria moglie e ne scelgono una più giovane che possa figliare. Questo atteggiamento, che genera un numero di abbandoni di figli incredibile, è giustificato persino da chi dovrebbe avere una cultura più aperta, come un prof del liceo: secondo lui cambiare moglie è una necessità statistica, in quanto al momento la popolazione burundese è composta per il 60% di donne (gli uomini sono stati in gran parte massacrati durante il genocidio).
Nonostante lo scenario appena descritto, le donne burundesi si contraddistinguono per un’innata gentilezza e disponibilità, tra tutti i ricordi spicca quello della madre di René, che mi presenta simpaticamente alle sue colleghe infermiere come suo figlio adottivo, che non smette mai di ringraziarmi, sebbene sia io l’ospite in casa sua, e si scusa fintroppo per l’inadeguatezza del cibo e del letto che può offrirmi. Io al contrario ero lì proprio per tutto quello che lei così affannosamente cercava di rendermi lussuoso: sei uno strano bianco – conclude.