Volevo fare il nerd.
Burundi: pronti al via!
Mi sono preso una pausa forzata dal blog per una serie di situazioni nuove o impreviste da gestire, certo non posso dire di essermi annoiato nell’ultima settimana e anzi ho trovato tanti spunti e altri cominciano a farsi intravedere. La partenza di Alphonse ha lasciato il segno, mangiare da solo senza le notizie africane della BBC in francese non è lo stesso; tutto sommato sto però riuscendo a sopperire alla solitudine leggendo un po’ di più e curiosando tra gli scaffali della casa, lasciati pieni di libri e souvenir da chi mi ha preceduto: ho persino ritrovato la raccolta di Tex Willer che Alphonse cercava smaniosamente mentre faceva le valigie.
Mi trovo tuttora in piena emergenza idrica, l’acqua arriva col contagocce (non si tratta di una metafora!) e sono costretto a curare la mia igiene in modo del tutto casuale… Oggi però l’ho fatta la doccia! Riesco comunque a trovare il lato ‘divertente’ della faccenda, quando, la mattina appena sveglio, incrocio Lionel che mi prepara la colazione e ha già appostato sotto l’avaro rubinetto la pentola per la pasta: si riempirà goccia dopo goccia, non costituisce un problema per lui. Intanto fuori cominciano le prime piogge!
Buone notizie invece dal fronte delle relazioni sociali, Alphonse mi ha lasciato in eredità il contatto di una coppia di bresciani davvero simpatici e molto disponibili: Damiano e Francesca. Vivono a Mivo, piccola frazione di Ngozi ad una decina di chilometri di distanza, e lavorano su un progetto di integrazione della minoranza pigmea (meno dell’1% in Burundi), aiutandoli nella costruzione delle loro case, nelle attività agricole e nella formazione dei ragazzi. Sono felici insieme, è questa la prima grande impressione che mi lasciano e trasmettono felicità anche chi è qui da solo, magari perché lontano. Il sabato sera passa velocemente e con molto piacere tra una lotta con le capre e una cena a base di pizza, il tutto si conclude con un ‘torneo’ di biliardo con Alessandro e Damiano in cui, con una buona dose di fortuna, mi produco in tiri fantozziani (“questa è classe, coglionazzo”). Tornerò sicuramente da loro, quando rientreranno da Kampala, posso farlo anche col taxi-velo ed ammetto che mi sconfinfera non poco l’idea di battere quella strada sterrata in bici o a piedi, magari armato di fotocamera.
Chiudiamo con la scuola: ammetto che lavorare nel mio ufficio un po’ mi ha allontanato da René e dai professori che frequentavano il laboratorio, ma così posso lavorare più tranquillamente e coi miei ritmi. L’impatto col direttore non è stato dei migliori, ma mi sono convinto che devo dargli una seconda (ma anche una terza e una quarta, almeno fino alla decima) opportunità; a parte il salutarmi quando mi incrocia per strada non va, eppure lui, da padrone di casa, dovrebbe presentarmi ai professori, ma niente. Di tutt’altra pasta mi sembra Apollinaire, professore di storia e geografia, sarà il mio primo cliente, ha voglia di sperimentare la multimedialità per le sue lezioni di geografia, partendo dall’ipotesi, assolutamente fondata, che dei ragazzi burundesi a stento possono immaginarsi cosa siano la Torre Eiffel o il Big Ben. Il suo entusiasmo è stato contagioso, quindi mi sto adoperando per riuscire a lavorare il meglio possibile con lui, in modo che anche gli altri professori decidano di sperimentare qualcosa di nuovo e dare un po’ di senso alla mia presenza mattutina a scuola.
Il primo giorno di scuola è passato via abbastanza confuso e caotico, si è trattato piuttosto di un appello generale di prof e studenti. Quest’ultimi si sono presentati tutti con le loro divise, hanno scambiato saluti coi loro compagni e dopo qualche ora erano già liberi; tutt’altro tono invece la scuola elementare lì vicino, quando stacco per pranzo i piccoli sono in pausa e riempiono lo spiazzale giocando a calcio o inseguendosi, poi tutti si fermano a guardarmi o, i più coraggiosi, a lanciarmi un saluto. Domani mi fermo ed aspetto qualche reazione!
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da futurbaggio il 15/09/2009 alle 13:52, ed è archiviato come Mondo, Scritti. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |