Chiamarlo ancora Dio,
non confonde?
il come forse non importa ma
necessario è distinguere all’estremo
limite del cercare.

Il vecchio Dio degli unti prediletti,
Dio di padroni e dipendenti,
il Dio che obbliga a credere e si compiace
di tribolare e essere adorato,

oscurando il sole dissemina soffocanti
sepolcri -
a cancri vani.

Il Dio del dubitare e ricercare
dello scegliere aperto a fecondarsi
e fecondare, Dio
del parto e della partoriente,
dell’astinenza necessaria, Dio
che rende ai ciechi gli occhi
integra il mutilato e l’incompiuto,
il Dio nutrito da ognuno ogni giorno -

pure ai rimorsi è aperto.