Volevo fare il nerd.
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Non cambia la musica
20 apr
Manca poco, non so dire se troppo poco o molto poco, ma insomma parliamo di giorni. Io però non perdo le mie cattive abitudini e mi sono già impegnato su altri fronti, il tempo di staccare sarà molto poco, ma speriamo non troppo poco. Ma poi si può cambiare davvero facendo così? Forse non voglio lasciare cose per strada e adesso che, per caso o per scherzo o per necessità, dovrà accadere, cerco di tenere tutto vivo, ma non può durare… Prolungherò fino a settembre, poi inevitabilmente ci dovrà essere una svolta, ma in fondo è quello che desideravo andando così lontano sia geograficamente sia umanamente. L’ambiente mi influenza e spesso mi opprime, conservo i principi ma a volte li sacrifico. Mi manca un riferimento, credo soprattutto umano.
¡Hasta pronto!
Confidenza
7 mar
Non è che sia un periodo particolarmente positivo o negativo per cui non scrivo, solo che gli stimoli li esaurisco nella scrittura della tesi.
Però mi piace che ormai ci sia confidenza qui, non troppo tempo fa provavo disagio, ora invece benessere. Prendo una boccata d’aria e torno ai miei doveri.
Distanze
28 feb
Sarà l’ascendente di Tricarico, ma la disconnessione di quello che dico e penso (e a breve farò, suppongo) mi pare in crescita. Sono lontani i tempi in cui tutto mi doveva quadrare, in cui tutto andava fatto entro la scadenza e nei modi prescritti. La lista delle cose da fare può essere accorciata semplicemente per mancanza di voglia, per dar spazio ad affari scrausi e sconclusionati. E sono bombardato (oppure è solo percezione?) da elementi che mi portano sempre più in questa direzione; di fronte al pessimismo di un amico che pensa che la crisi gli abbia tolto tutto, io non riesco ad essere che divertito, non ho voglia di fermarmi. E leggere l’intervista a Rita Levi Montalcini su Wired farebbe bene a tanti, se una donna di 100 anni riesce con ottimismo a vedere il futuro perché il resto del mondo deve avvertire solo la precarietà e non il rovesciamento della situazione? La mia medicina al momento è quella di annullare le distanze, parlare di Londra, Madrid, Amsterdam e Ngozi come se fossero dietro l’angolo; annullare le distanze umane, abbattere le mie barriere misantropiche e aprirsi perché il bello non è scomparso, cercano solo di farcelo tenere nascosto, magari per lasciar spazio al brutto.
Pubblico, ma con ampio scetticismo.
Nell’ultima settimana
12 feb
Appena tornato dal concerto di Capossela allo Smeraldo, conquistato come prevedibile dalle sue note nostalgiche e quelle più vive, pazze di gioia. La musica è riuscita ad annullare lo scombussolamento innescato nel mio spirito dal recentissimo viaggio in Spagna. Ma è bene fare i conti con quello che è stato, lasciarne traccia, per rileggere, far leggere e magari conservare per un poi.
Cercare di mettere ordine mi è quasi impossibile e mi viene da partire dalla partenza appunto, dal mio compagno di viaggio, con cui non avrei immaginato di poter trovare una sintonia così forte, in così poco tempo, forse semplicemente perché le altre volte che avevo viaggiato in compagnia ero riuscito sempre a stracciare delle amicizie. E’ rimasto qualcosa di non detto, ma come al solito i miei sguardi credo siano stati molto eloquenti e meno imbarazzati della voglia di parlare; quel grazie alla fine del tutto è stato sintetico, striminzito, ma ha lanciato un segnale reciproco, qualcosa che sapremo risvegliare al tempo giusto, che non abbiamo voluto sprecare per un momento così scontato come quando le nostre strade sono tornate divise.
Madrid è corsa via veloce: la Guernica, Dalì, la sangria, Isaac e gli occhi di ghiaccio di Katrine, rubatimi dalla gelosia della sorella. E siamo a Salamanca, torno lì dopo poco, col timore di subire il colpo alla partenza. La gente vecchia e nuova mi accoglie come se fossi sempre rimasto lì. Le giornate mi sembrano lente e allo stesso tempo percepisco la velocità con cui le emozioni mi entrano dentro, come se fossi lì per respirare aria buona, ricaricare lo spirito di momenti positivi, da riportare a casa come ricordi. Sento sempre più forte la dipendenza da un amico. Cado nella mia solita sensazione di aver trovato una persona speciale, sebbene il breve soggiorno suggerisca strategie più libertine. Nel giro di poche ore maturo l’idea di stravolgere ancora tutto nella mia vita e stare qui, a respirarla sempre quest’aria buona, cerco strade che mi conducano finqui, inizio con la razionalità. Divento nostalgico, l’aver perso la sciarpa mi tira lontano, averne un’altra mi lascia una speranza, forse. Mi pesa dover dire addio, alzo le barriere, sono distaccato, mi ci vuole ancora del tempo per digerire tutto questo.
Mezzo spettacolo
28 gen
Dopo quasi sette anni, è lì, proiettato verso il cielo rosso acido di Milano, il Duomo. Ci sono voluti sette anni prima che potessi vedere per la prima volta in vita mia la facciata del monumento più importante della città. Mi lascia senza fiato, sono muto perché non può essere altrimenti. La scruto e ripenso ai ‘primi tempi’, quando tutto era diverso, tutto era ingenuamente più semplice. E poi quella sera, la prima uscita, sulle scale del sagrato con Andrea e Marco a scambiarci qualche impressione, a darci coraggio, a diventare amici. Questa piazza, questa facciata, è stato il teatro di tanti momenti belli in compagnia, eppure ora è vuota per me, sto lì da solo ad ammirarla, a tutti gli altri che con me aspettavano questo momento potrò solo raccontarlo, si sono persi lo spettacolo tanto atteso ed io invece me lo sono goduto solo a metà.
Volevo fare il nerd
10 gen

Questo è un post di redenzione, per elaborare questo titolo la mia mente ha impiegato ben 7 mesi di disoccupazione, due viaggi in Spagna, diversi ascolti dell’ultimo di Capossela, un pò di racconti di Bukowski e una festa pseudo-’anni 50′ a Capodanno.
Dopo la pausa con me stesso quindi cercherò di scrivere qualcosa di scarsamente nerd, per quanto quello sia stato il sogno della mia vita per un pò.
Benritrovati!
